La simpatica polemica sui numeri della manifestazione romana del Pd ha dei risvolti politicamente, sociologicamente e neurologicamente davvero interessanti. Ieri sul tg di Sky hanno allestito un teatrino vespiano con tanto di immagini satellitari via Google per scandagliare la capienza del Circo massimo. Poi s'è scoperto che c'è da anni una mappatura delle piazze e dei luoghi di ritrovo politici con tanto di posti precisi al millimetro, neanche ci fossero i tornelli di Brunetta. Insomma non erano due milioni ma appena trecentomila, questura dixit. E m'è venuto di un simpatico ufficiale dei carabinieri che in occasione di una rituale marcia nostalgica a Predappio mi assicurò che i presenti erano diecimila. Alla mia obiezione che, a occhio, non erano neanche la metà, si lasciò scappare una confidenza: 'Coi neri raddoppiamo, coi rossi dividiamo per due!'. Stamattina su una tv locale che sovente ospita anche mie indecorose apparizioni, un consigliere regionale di destra ha sfoderato un'inusuale dose di buonsenso ammettendo che sicuramente i marciatori romani del Pd erano più di trecentomila, magari anche un milione, ma non conta perchè si sa che la sinistra è brava a portare la gente in piazza. E i marciatori romani berlusconiani di appena due anni fa? Ma sì, ha detto il tipo, saranno stati anche loro un milione (allora si disse due, ndr) ma è risaputo che la destra fa più fatica a scendere in piazza, quindi valgono di più. Non se ne esce, ci vogliono le primarie anche per le manifestazioni. E magari pure i tornelli.
La sconcertante intervista rilasciata dal presidente emerito Cossiga al giornale che mi paga lo stipendio mi ha fatto pensare agli imperdibili articoli del lunedì di Alberoni sul Corsera: sparo cazzate, dico le cose più ovvie, sfrontate, incredibili, le infarcisco di luoghi comuni a ricalco delle opinioni più bieche, in più le condisco con un po' di provocazione ed effetti speciali, e ad ogni puntata aumento sempre più la dose, vediamo un po' quando mi fermerete... E invece, oh, quelli continuano sempre a beccare. E dicono pure che sono intelligente ed acuto.
Negli ultimi giorni giungono su questo modesto blog molti visitatori che hanno digitato ricerche su 'Sarah Palin nuda' e 'Anniversario marcia su Roma a Predappio'. Che ci sia una relazione tra i due eventi?
Una volta a sei anni sono stato un extracomunitario. Nel senso che dalla natìa toscana sono stato sbalzato (per meri motivi di trasferimento lavorativo del mi' babbo) nella più desolata e nebbiosa Bassa bolognese. Forse avrei avuto bisogno anch'io di una classe separata d'inserimento linguistico. Nel senso che io parlavo italiano (seppure con la tipica c aspirata che ho ben presto ho perso) e i miei nuovi compagni si esprimevano in un buffo dialetto tutto pieno di esse striscianti (che mi sono rimaste appiccicate tanto da inibirmi qualsiasi apparizione audio-visiva). Ma io ero il bingo bongo, quello strano che veniva da chissà dove. E che sul grembiulino portava un fiocco blu, mica quello d'ordinanza nero a pallini bianchi, e non aveva neppure i gradi (una riga per ogni classe d'appartenenza!) sulla spallina.
Non è passato un secolo, o forse sì. Erano i tristi anni Settanta. E se ti spostavi di cento chilometri dalla tua residenza, nel posto in cui eri arrivato ti dicevano in faccia: 'Siete venuti a portarci via il lavoro!'. L'inserimento è stato davvero difficile, anche a scuola. Per fortuna c'erano maestri che si esprimevano nella mia lingua e che hanno fatto di tutto per amalgamare la classe. Per non tenere indietro quelli 'stranieri' e magari un po' più bravini, e quelli 'autoctoni' magari un po' più zucconi o forse solo con mezzi linguistici più limitati. Non so se dalla mia modesta esperienza si possa trarre una morale. Potrei dire che il maestro unico non è una tragedia (ma insegnanti diversi e più qualificati, perché nessuno sa tutto di tutto, forse è meglio...), che il grembiulino non mi ha traumatizzato (ma le mie figlie che non lo usano non sono né succubi della moda né inclini all'anarchia in classe), che le classi differenziali per negri, handicappati, comunisti, omosessuali e ebrei sono un abominio (ma insegnanti ben formati, corsi d'italiano di sostegno per stranieri e soprattutto limiti al numero di stranieri per classe, anche per evitare ghetti ad hoc fatti da presidi furbini, sono un'assoluta necessità). Il resto è solo marketing politico.
Combinare musica e politica è un'arte difficilissima che espone a molti rischi, non ultimo quello del ridicolo. Ricordo un comizio democristiano introdotto da una terrorizzante versione live di 'Felicità' di Al Bano & Romina! O il tour craxiano appena pre-Tangentopoli con colonna sonora di Viva l'Italia (del ferocemtne anti-craxiano De Gregori). L'inno di Forza Italia: è come sparare sulla Croce Rossa. E l'insopportabile 'Mi fido di te?' di Jovanotti ripetuto all'infinito durante la campagna di Veltroni? C'era in nuce l'aria della sconfitta elettorale, bastava quello per capirlo.
Ancora da decrittare il senso del fighettissimo tappeto sonoro della conferenza stampa di presentazione della candidatura di Roberto Balzani alla primarie del Pd forlivese: Queremos Paz dei Gotan Project, un leccatissimo tango che fascia il vocione di Fidel!
Quale potrebbe essere la colonna sonora della sindaca Nadia Masini? E quella di un ipotetico candidato di centrodestra?
Raisat ha mandato in onda ieri sera l'intervista di David Letterman al candidato alla presidenza Usa John McCain. Che spettacolo. E che lezione di giornalismo. Recentemente McCain aveva annullato la partecipazione allo show di Letterman (il 'modello' di Luttazzi e Fazio) con la scusa di dover volare a Washington per votare il piano anti-crisi finanziaria. E invece si era concesso a un'altra intervistatrice. Letterman non gliel'ha perdonata e lo ha massacrato puntata dopo puntata (immaginate cosa sarebbe sucesso in Italia...) finché non si è ripresentato in studio. E non gli ha concesso nulla. Col sorriso sulle labbra, ha chiesto conto al candidato della sua 'fuga'. E lui ha allargato le braccia: 'Ho toppato'. E poi lo ha incalzato sulle sue amicizie pericolose (in parallelo con la polemica sui legami tra Obama e un ex terrorista) nonché sulla candidata vicepresidente Sarah Palin: 'Sarebbe davvero capace di far fronte a un'emergenza come un altro 11 settembre?'; 'Ma come l'avete trovata: avete riunito una commissione o sfogliato a caso l'elenco del telefono?'. Sconcertante la risposta di McCain: 'Sono orgoglioso di lei, è una riformatrice, è una donna capace di ispirare gli americani'. Non solo gli americani.
Ancora sulla vicenda dei due rom accusati di aver tentato di rapire un bambino, recentemente scagionati. La notizia del proscioglimento è ovviamente caduta nel disinteresse più totale di chi a suo tempo aveva gridato all'inveramento della leggenda metropolitana dello zingaro rapitore. Nota di merito (stavolta) per il Giornale, che ha raccontato la storia in prima pagina.