Current tv è la novità del momento. Wow. L'ha lanciata Al Gore. E' sbarcata in Italia, primo paese al di fuori dell'America dov'è nata. E' la tv fatta dagli utenti. Citizen journalism. Mostra quello che gli altri non fanno vedere. Wow.
Mah. Io l'ho vista, sul canale 130 di Sky. E ne ho riportato un'impressione piuttosto negativa. E' una specie di Mtv del giornalismo dal basso. Nel senso che è scintillante, amatoriale, confusa, un po' trendy, ma vola molto basso. Siamo sicuri che nel gran frastuono dei media la soluzione sia eliminare i pochi filtri e aumentare ancor di più il rumore di fondo? Che poi non è neanche vero: solo il 30% dei filmati in onda sono prodotti dagli utenti, il resto è lavoro redazionale, seppure simil amatoriale (tipo Report, nelle forme se non nei contenuti). Ma è una rivoluzione dell'informazione il servizio sull'istruttrice di hula hoop diventata milionaria o quello sugli skaters losangelini ? E l'ennesimo reportage sui clandestini messicani che passano la frontiera, tutto colore e impressione, niente dati e riflessioni?
La riproposizione in tv del flusso continuo della rete mi pare perdente e poco produttiva. L'apporto dal basso è una ricchezza (e una sfida per il giornalismo professionale) ma con le modalità d'uso prevalenti della tv (la poltrona e il tasto del telecomando) non può assolutamente sostituire il lavoro redazionale e la gerarchizzazione delle notizie (il modello tg, per intenderci). Diverso è il caso del sito di Current tv, dove effettivamente è possibile estrarre qualche perla.
E gli utenti di Current tv sono poi così diversi dal pubblico dei media mainstream? Il più cliccato è un simpatico video su Paris Hilton nuda.
aggiornamento
Oops: il video (che era semplicemente una presa in giro fatta apposta per mostrare che i visitatori quello cercano....) è stato rimosso
PISA- Quando Materazzi ha sbagliato il rigore-scudetto per l' Inter, e mentre la Roma con Panucci e De Rossi volava a meno un punto dal tricolore, lui non ci ha visto proprio piu': ha afferrato il suo tv color 28 pollici e l'ha buttato dalla finestra di casa sua, un appartamento al secondo piano di via San Benedetto, alla prima periferia di Pisa. Protagonista un tifoso interista, il cui televisore e' esploso nell'aiuola condominiale. L'uomo e' stato denunciato dalla polizia per lancio pericoloso di oggetti. (ANSA).
Anche la leggendaria professionalità del giornalismo inglese stavolta è inciampata. Tutta la stampa europea ha inzuppato il biscotto nella nomina dell'ex modella a ministro del governo Berlusconi saccheggiando gli archivi fotografici (sopra), mentre l'anonimo redattore del Daily Mail - abbacinato da un par di poppe - ha inserito in pagina il succoso jpeg di un'altra modellina italica (sotto). Come risarcimento chiederà come minimo la poltrona di sottosegretario.
Tra i blogger volano gli stracci e si dissipano le illusioni sul futuro radioso senza carta. Una bella delusione per un modesto giornalista di provincia come me che mitizzava la rete. Vabbé, mi terrò stretta la tessera dell'aborrito ordine.
vedi anche Mantellini dove però i commenti mi sembrano un po' da vecchie zitelle, ex comunisti passati a destra e preti spretati
Riceviamo dalla Polizia civile di San Marino e volentieri pubblichiamo:
I n c i d e n t e s t r a d a l e
(ieri) verso le ore 13:00, in Via Tre Settembre, località Dogana.
La conducente dell’autoveicolo marca volkwagen, modello Polo, stava percorrendo la Via Tre Settembre con direzione di marcia SerravalleDogana. Giunta, al passaggio pedonale, all’altezza del civico 101/b, urtava un pedone che stava attraversando da destra verso sinistra, la carreggiata discendente.
Il pedone, P. A. classe 1967, residente a Forlì, ha riportato lesioni guaribili in 05 gg.
La conducente dell’auto marca Volkwagen, modello Polo, R. MG. classe 1959, residente a Serravalle, è rimasta illesa.
Negli Usa (dove badano ai dollari) l'entusiasmo per il citizen journalism (o giornalismo comunitario, quello fatto direttamente dalla gente insomma) si è già attenutato, se non smorzato del tutto. Forse riprenderà, in altre forme, con altri strumenti. Anche l'esperimento di Current tv che ora Al Gore esporta in Italia è acqua fresca: accoglie contributi esterni (il 25% della programmazione, dicono), ma chi tiene il manico è la redazione. Poi si fanno i conti economici e alla fine si tirano le somme. Staremo a vedere.
Il contributo dei blog all'informazione old style è comunque gigantesco. Come sempre, molti in Italia sono all'anno zero o giù di lì. Si bevono tutto con la moda di internet (ancora!) da veri neofiti. Tipo che: uno lancia una petizione on line e tutti lì a spalancare la bocca come se avesse scoperto l'America. Però, però... l'influenza (positiva) è forte. Lo sottolinea giustamente Lsdi citando il 'decalogo' di un giornalista francese, Benoit Raphael. I dieci contributi dei blog al giornalismo sarebbero dunque: l'apertura alla conversazione coi lettori, l'arricchimento dell'informazione con gli apporti esterni, il 'buzz' (la piccola notizia che supera la gerarchia dei media tradizionali), il flusso di notizie, la visibilità, l'informazione 'trampolino' (da una notizia all'altra), il format della lista (i '10 migliori di...'), la scrittura a segmenti, il tono più libero e più vicino al linguaggio parlato. Nulla di rivoluzionario per carità (non è già 2.0 il contatto diretto coi lettori di una redazione locale?) ma se entrasse nella testa di tutti (giornalisti e editori) saremmo già un bel po' avanti.
Vabbè che c'è la praivasi, che la pubblicazione delle foto è una pena aggiuntiva, che c'è il precedente del povero Carra messo alla gogna... ma insomma che ora i carabinieri si riducano a diffondere le foto degli arrestati con una pecetta sugli occhi, come le attrici sui manifesti dei film scollacciati anni Cinquanta!
La commissione per la valutazione d'impatto ambientale del Ministero per l'ambiente ha sentenziato il no definitivo al progetto di una centrale elettrica a Durazzanino, al confine tra Forlì e Ravenna. E' una decisione in qualche modo storica, intanto perché arriva a sette anni dalla presentazione del progetto. E poi perché si tratta della vittoria definitiva del comitato Clan-destino, ora attivo a tutto campo contro gli inceneritori ma nato proprio con l'obiettivo di contrastare il progetto della centrale.